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Danni a cose in custodia

Responsabilità civile e della pubblica amministrazione

La buca nell’asfalto, il pavimento bagnato del supermercato, il ramo caduto, l’infortunio del bambino a scuola. Chi ha la custodia di una cosa risponde dei danni che provoca, e per liberarsi deve provare il caso fortuito: non basta dire di non aver avuto colpa.

Insidie stradaliCadute in luoghi pubbliciDanni a scuolaCondominio e animali
Un cane di grossa taglia morde l’avambraccio di una persona

L’articolo 2051 del codice civile stabilisce una responsabilità oggettiva del custode. È una posizione molto favorevole al danneggiato, a una condizione: che l’evento e il suo nesso con lo stato dei luoghi siano documentati subito. È esattamente ciò che quasi nessuno fa nei primi minuti, ed è quello che fa cadere la maggior parte di queste richieste.

I primi trenta minuti

Fotografie del punto esatto, con un riferimento dimensionale — una moneta, una scarpa — che renda misurabile la buca o il dislivello. Il contesto e la segnaletica, o la sua assenza. I nomi dei presenti. La chiamata alle forze dell’ordine o al personale del negozio, chiedendo che l’accaduto sia messo a verbale. E il pronto soccorso in giornata, perché un referto tardivo indebolisce il nesso.

  • Foto ravvicinate e d’insieme, con riferimento dimensionale
  • Verbale delle forze dell’ordine o segnalazione al gestore
  • Testimoni con recapito, non solo il nome
  • Referto di pronto soccorso lo stesso giorno
  • Richiesta immediata delle immagini di videosorveglianza
  • Calzature e indumenti indossati, se rilevanti

Le situazioni che seguiamo

Nel condominio vale la stessa regola della strada: risponde chi aveva la custodia della cosa da cui il danno è partito. Il caso più pesante è il fuoco, dove alla custodia si sommano la polizza e la prova dell’origine, e a cui abbiamo dedicato una guida a parte sul risarcimento dei danni da incendio.

  • Buche, dissesti e insidie su strade e marciapiedi comunali
  • Cadute in supermercati, centri commerciali, bar e alberghi
  • Infortuni di alunni durante l’orario scolastico
  • Danni da cose e parti comuni condominiali, infiltrazioni, cadute di calcinacci
  • Alberi e rami caduti, sia pubblici sia privati
  • Aggressioni e danni causati da animali
  • Prodotti difettosi: responsabilità del produttore
  • Danni da attività della pubblica amministrazione

Il concorso di colpa

La difesa standard è che il danneggiato non ha prestato attenzione. È un argomento che riduce il risarcimento ma raramente lo azzera, e si contrasta con la prova che il pericolo non era visibile o non era evitabile con l’ordinaria diligenza. Anche qui decidono le fotografie fatte sul posto.

Non sei sicuro che il tuo caso rientri qui? Usa la verifica dei termini oppure chiama il numero verde: in venti minuti sai se hai un caso.

Domande frequenti

Il Comune dice che la buca era visibile.

È l’eccezione tipica. Si supera dimostrando le condizioni reali: illuminazione, ora, traffico pedonale, dimensione effettiva del dissesto. Per questo servono le foto del momento.

Sono caduto in un negozio ma non ho fatto denuncia.

Si può ancora agire, chiedendo subito le immagini di videosorveglianza. Vanno richieste in fretta perché si sovrascrivono, spesso entro pochi giorni.

Mio figlio si è fatto male a scuola.

La scuola ha un obbligo di vigilanza e risponde salvo prova di non aver potuto impedire il fatto. Interviene anche la copertura INAIL per gli studenti nelle attività previste.

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Ti diciamo con franchezza se il caso è fondato. Se non lo è, te lo diciamo subito e non ti costa nulla. Se lo è, ce ne occupiamo noi — comprese le spese.

Ti richiamiamo entro un giorno lavorativo. Se la situazione è urgente chiama il numero verde 800 131 775.

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Una telefonata di venti minuti è spesso sufficiente per capire se hai diritto a un risarcimento.

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