Ad Acqui Terme l’ospedale Monsignor Galliano è gestito dalla ASL AL, l’azienda sanitaria della provincia di Alessandria. I casi più complessi vengono però trasferiti all’Azienda Ospedaliera di Alessandria, che è un ente distinto: i due percorsi non si chiedono allo stesso soggetto.
Due enti, non uno
Il Galliano, in via Fatebenefratelli, è un ospedale di base con pronto soccorso e rientra nel distretto di Acqui Terme e Ovada della ASL AL, che ha la sede legale in via Venezia 6 ad Alessandria e copre anche Casale Monferrato, Novi Ligure, Tortona e Valenza. L’Azienda Ospedaliera SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria è un soggetto diverso, con il proprio bilancio e la propria copertura assicurativa.
Per i percorsi che cominciano ad Acqui e finiscono ad Alessandria la ricostruzione va quindi divisa in due: cosa è stato fatto, e in quanto tempo, nel primo ospedale, e cosa nel secondo. È il caso più frequente nei trasferimenti d’urgenza, dove la contestazione riguarda spesso proprio il ritardo con cui si è deciso di trasferire il paziente.
Dove si fa causa
Il tribunale di Acqui Terme non esiste più: è stato soppresso dalla riforma della geografia giudiziaria del 2012, efficace dal settembre 2013, e il territorio è passato al circondario di Alessandria. Le cause di responsabilità sanitaria si incardinano quindi ad Alessandria, dove hanno sede entrambe le aziende, e questo vale anche quando il ricovero contestato è avvenuto solo ad Acqui.
La cartella clinica, e i tempi per averla
La richiesta va fatta all’azienda che gestiva il reparto. La legge 24 del 2017 impone alla struttura di consegnare la documentazione entro sette giorni dalla richiesta, con le eventuali integrazioni entro trenta. È il primo documento da mettere al sicuro, perché senza non si valuta nulla: il resto della pratica si costruisce su quello che c’è scritto, e su quello che manca.
Il passaggio obbligato prima della causa
Per le cause di responsabilità sanitaria non si va direttamente a giudizio. L’articolo 8 della legge 24 del 2017 impone prima un accertamento tecnico preventivo con finalità conciliativa, davanti al giudice, oppure in alternativa la mediazione. È il momento in cui il consulente nominato dal tribunale esamina la cartella e si forma il quadro tecnico: molte trattative si chiudono qui, senza arrivare alla causa vera e propria.
Come seguiamo una pratica a distanza
La sede operativa è a Roma e le pratiche si seguono da remoto, con documenti digitali, videochiamate e firma elettronica. Quando serve una visita, il medico legale incarica uno specialista sul posto. La prima valutazione è gratuita e non impegna: serve a capire se il caso sta in piedi prima di spendere tempo e denaro.