Nel trapanese l’ente che risponde è uno solo, l’ASP di Trapani, che gestisce tutti gli ospedali della provincia. Quello che cambia da comune a comune è il tribunale, perché i circondari sono due, Trapani e Marsala.
Una sola azienda per sette ospedali
L’ASP di Trapani gestisce il Sant’Antonio Abate del capoluogo, classificato DEA di primo livello, e i presidi di Marsala, Mazara del Vallo, Alcamo, Salemi, Castelvetrano e Pantelleria. Richiesta di risarcimento, accesso alla cartella clinica e atto giudiziario vanno tutti alla stessa azienda, qualunque sia l’ospedale in cui è accaduto il fatto.
Questo semplifica l’avvio e sposta il problema sul contenuto. Quando il paziente è stato trasferito da un presidio di base al capoluogo, o dirottato fuori provincia, la responsabilità può stare nel ritardo del trasferimento più che nell’intervento finale. Sono i tempi, non i nomi dei reparti, a dire dove il percorso si è rotto.
Dove si fa causa
In provincia i tribunali sono due. Il circondario di Marsala copre buona parte dei comuni, fra cui Marsala, Mazara del Vallo, Castelvetrano e Salemi; quello di Trapani il capoluogo e i comuni che gli fanno capo. Davanti a quale dei due si deposita dipende dal comune e, quando agisce il paziente, dal luogo in cui risiede: va verificato prima, perché un deposito davanti al giudice sbagliato costa mesi.
La cartella clinica, e i tempi per averla
La richiesta va fatta all’azienda che gestiva il reparto. La legge 24 del 2017 impone alla struttura di consegnare la documentazione entro sette giorni dalla richiesta, con le eventuali integrazioni entro trenta. È il primo documento da mettere al sicuro, perché senza non si valuta nulla: il resto della pratica si costruisce su quello che c’è scritto, e su quello che manca.
Il passaggio obbligato prima della causa
Per le cause di responsabilità sanitaria non si va direttamente a giudizio. L’articolo 8 della legge 24 del 2017 impone prima un accertamento tecnico preventivo con finalità conciliativa, davanti al giudice, oppure in alternativa la mediazione. È il momento in cui il consulente nominato dal tribunale esamina la cartella e si forma il quadro tecnico: molte trattative si chiudono qui, senza arrivare alla causa vera e propria.
Come seguiamo una pratica a distanza
La sede operativa è a Roma e le pratiche si seguono da remoto, con documenti digitali, videochiamate e firma elettronica. Quando serve una visita, il medico legale incarica uno specialista sul posto. La prima valutazione è gratuita e non impegna: serve a capire se il caso sta in piedi prima di spendere tempo e denaro.